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I boxer, mutande corte che arrivano appena sotto l'inguine, offrono un buon sostegno, particolarmente apprezzato dagli uomini moderni. Proposti in numerosissimi colori e decorati con molteplici motivi, questi capi di biancheria intima esistono solo da un secolo e rappresentano il frutto di un'evoluzione tanto lunga quanto affascinante! PULLIN ha ripercorso per voi la storia dei boxer in questo articolo.

L'origine della biancheria intima maschile

La biancheria intima esiste fin dagli albori dell'umanità. Sembrerebbe, infatti, che sia gli uomini che le donne abbiano sempre sentito il bisogno di nascondere e, soprattutto, di proteggere le proprie parti intime, indipendentemente dall'epoca e dal luogo.

I primi indumenti intimi propriamente detti sarebbero apparsi nell'Antica Roma e nell'Antica Grecia. Le persone benestanti indossavano allora un subligaculum, un pezzo di tessuto realizzato in lino o in pelle, che assomigliava molto agli slip che conosciamo attualmente. Nell'antico Egitto, ovvero tremila anni prima della nostra era, gli uomini più ricchi indossavano lo scendit, un perizoma di lino bianco fissato con una cintura, con lo stesso scopo.

La storia dell'intimo prosegue nel Medioevo, dove serviva soprattutto a preservare la pelle dalle irritazioni e a mantenere puliti gli abiti, in lino, lana o flanella, dato che questi erano molto costosi. La biancheria intima, chiamata braghe, aveva allora una funzione igienica e arrivava fino al polpaccio. Nel corso dei secoli, la loro lunghezza non ha smesso di diminuire, fino ad assomigliare a mutandoni lunghi nel XVIII secolo.

Alla fine del XIX secolo, gli uomini indossavano tute in lana o cotone sotto i propri abiti, dotate di un'apertura all'altezza del cavallo. Queste incontrarono un successo fulmineo negli Stati Uniti e si declinarono progressivamente in diverse tinte: dapprima écru, divennero grigie, blu, rosse o color carne.

La comparsa dei boxer

I boxer così come li conosciamo oggi sono composti, il più delle volte, da cotone, poliammide ed elastan. Particolarmente apprezzati per il sostegno che offrono, simile a quello degli slip, possiedono comunque le gambe e restano molto aderenti al corpo, a differenza dei boxer tradizionali (caleçons), molto più ampi. La frequente confusione tra queste due parole deriva dal fatto che gli anglosassoni parlano di "boxer shorts" per designare questi famosi calzoncini.

I boxer hanno visto la luce appena un secolo fa. Sarebbero stati inventati dal marchio Everlast, specializzato nella fabbricazione di attrezzature da pugilato. La fascia elastica permetteva in particolare un miglior lavoro delle gambe durante le sessioni di allenamento, da cui il loro nome. La loro popolarità si è sviluppata negli anni '90, durante i quali questi capi di biancheria intima sono diventati dei veri e propri supporti di marca, grazie alla fascia che offre la possibilità di scrivervi il proprio nome. Proposti in un'ampia gamma di colori e motivi, i boxer rappresentano, al giorno d'oggi, un accessorio di moda a tutti gli effetti, valorizzato da marchi come Pull In. Esiste d'altronde un equivalente femminile: lo shorty, più corto, che costituisce anch'esso un capo di lingerie.

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